Il Quinto Vangelo
Il Quinto Vangelo Ho voluto integrare con ulteriori riflessioni, quelle che ebbi modo di esporre non molto tempo fa, presso l’Università della terza età [1] di S. Giorgio del Sannio di cui, da poco, faccio parte. Parlai di Fabrizio De Andrè e di come le sue canzoni – poesie, a circa trenta anni dalla sua morte, siano senza tempo perché bagaglio del nostro immaginario collettivo. Cosa è rimasto di lui? Le sue canzoni, le sue poesie, la coerenza di una vita spesa fino all’ultimo per i diseredati del mondo e la capacità delle sue canzoni di raggiungere le corde più intime dell’animo umano. Ma è stato anche l’intellettuale che mette a nudo le contraddizioni di un potere multiforme e camaleontico che tende solo e soltanto al domino dell’altro. Faber viveva nel futuro per narrare nel nostro presente , con toni, quasi sempre favolistici, tematiche forti che ancora oggi scuotono la società, come in “ Tutti morimmo a stento [2] ...