La scuola sotto assedio


Ogni giorno i mass media riportano episodi di bullismo scolastico, di alunni che si suicidano, di professori che vengono malamente menati da genitori e alunni e che vengono accusati di non aver carisma, di essere impreparati professionalmente a svolgere il ruolo di insegnante e ... chi più ne ha, più ne metta!

Ma se oggi basta giocare bene a tennis, al pallone, essere un campione sportivo per guadagnare milioni e milioni di euro in poche ore, mi chiedo: perché i genitori dovrebbero investire in istruzione per i loro figli?

Si vive bene, anzi da Paperon de Paperoni, anche senza conoscere Omero, Leopardi o Hegel.

Allora meglio spendere tempo e danaro nei corsi per diventare campioni che diventare professori o impiegati!  

E questo, con le dovute proporzioni, mi ricorda come le famiglie, nel XIX e in parte del XX secolo, non iscrivevano i figli a scuola perché non portava niun utile,  dicevano gli Amministratori, salvo mandare, però, i loro figli nei collegi di Benevento e Napoli.

Ecco, a me sembra che la società proceda come il gambero: un passo avanti, con molte difficoltà, e ... 200 indietro!

 Forse una volta era tutto più semplice perché si sapeva che a scuola si andava per studiare!            

Quando lo si capirà sarà troppo tardi.

                                                           Beniamino Iasiello











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